# bltok.com Blog — self-adhesive label materials # https://www.bltok.com/blog ## Film BOPP per etichette vino: specifiche e fornitura Date: 2026-10-30 Category: materials URL: https://www.bltok.com/blog/film-bopp-etichette-vino-specifiche Per un'etichetta su bottiglia di vino il film BOPP si sceglie in base a tre numeri, non al gusto: spessore della facciale (di norma 50–80 µm per il vino fermo, 40–60 µm quando serve il "no-label look"), tipo di liner (glassine 62–80 g/m² per linee standard, PET per applicatori ad alta velocità) e tipo di adesivo (permanente acrilico per vetro, con una variante wash-off se il cliente ricicla le bottiglie). La facciale in film non si increspa con la condensa e non si gonfia nella vaschetta del ghiaccio, ed è questo — non l'estetica — il motivo per cui le cantine che esportano nei climi umidi passano dalla carta al BOPP. Quello che segue è il ragionamento tecnico che facciamo con i converter prima di fissare una specifica: cosa cambia tra le facciali, dove il liner decide la velocità della vostra linea, perché l'adesivo va scelto sul ciclo di vita della bottiglia e non sul campione, e quali controlli si possono fare in mezz'ora al ricevimento del bancale. Tutti i valori di processo citati sono quelli della nostra linea: larghezza di spalmatura 1.080 mm, velocità 180 m/min, energia superficiale trattata 36–38 dyn/cm, MOQ 1.000 m², consegna 15–25 giorni. 1. Perché il film batte la carta sulla bottiglia fredda La bottiglia di vetro è un substrato facile: energia superficiale altissima, superficie liscia, nessuna deformazione quando la si afferra. L'adesivo non fatica ad aderire al vetro. Il problema arriva dopo, e viene dall'acqua. La carta patinata assorbe umidità dal lato non stampato e si dilata; il film no. Su una bottiglia che esce da una cella a 12 °C e finisce in un magazzino a 30 °C con l'80% di umidità relativa, la carta si muove di qualche decimo di millimetro lungo il bordo, il film resta fermo. Se l'etichetta è stata fustellata con tolleranze strette e applicata a registro, quel movimento si vede: micro-ondulazioni sul bordo, alone bianco dove il supporto silicizzato affiora, e a volte un principio di distacco agli angoli. Non è un difetto di fornitura, è fisica dei materiali diversi. Il secondo vantaggio è la resistenza all'acqua liquida. Un'etichetta in carta che resta due ore immerse nel ghiaccio sciolto assorbe acqua dal bordo esposto; la colla tiene ancora, ma la facciale si gonfia e l'inchiostro può "craquelare" sulle pieghe. Il BOPP è impermeabile: l'acqua non entra dal bordo. Il punto debole si sposta sull'adesivo, che va scelto per resistere all'immersione prolungata. Il caso di riferimento: bottiglia di vetro scuro, etichetta chiara a stampa oro. Il vetro è il substrato facile; le difficoltà arrivano da condensa, ghiaccio e sbalzi termici, non dall'adesione iniziale. Resta un limite che va detto: se il cliente vuole l'etichetta "di carta" — la texture, la mano, la stampa in rilievo che si sente al tatto — il film non è un sostituto. Ci sono carte bagnabili con trattamento, e per alcuni prodotti premium la scelta resta la carta. Il BOPP si sceglie quando il ciclo di vita della bottiglia include umidità, freddo, ghiaccio o esposizione in vetrina per mesi. 2. La facciale: quattro varianti e quando hanno senso La scelta della facciale determina tre cose insieme: come si legge la bottiglia sullo scaffale, quanto inchiostro serve per ottenere il colore voluto, e quanto è severa la fustellatura. La tabella sotto è il confronto che usiamo in trattativa. FaccialeSpessore tipicoResa visivaQuando sceglierlaPunto di attenzione BOPP bianco lucido50–80 µmBianco brillante, colori saturi, finitura speculareVini da tavola e grandi volumi, dove il colore di marca deve "sparare" a distanzaRiflette la luce in vetrina: le foto prodotto richiedono luce diffusa BOPP bianco opaco50–80 µmBianco seta, nessun riflesso, alto contrasto sul testo piccoloVini premium, bollicine, etichette con foil o rilievo; dove il riflesso disturba la letturaLa superficie opaca raccoglie le impronte: serve un maneggiamento pulito in linea BOPP trasparente40–60 µm"No-label look": si vede il vino e la forma della bottigliaRosati e bianchi in bottiglie di vetro chiaro, linee giovani o biologicheRichiede stampa a rovescio o bianco coprente: la resa dipende dall'inchiostro, non dal film BOPP metallizzato50–70 µmEffetto specchio argento/oro, molto contrastoEdizioni limitate, linee regalo, prodotti a scaffale affollatoSensibile alle abrasioni in linea: va protetto o trattato con vernice Due numeri che contano più di quanto sembri. Il primo è lo spessore: salendo da 50 a 80 µm il film diventa più rigido e "perdona" meglio le imperfezioni del vetro, ma sugli applicatori con piastra di peeling molto stretta un film rigido fatica a curvarsi sul raggio del collo. Il secondo è l'energia superficiale: il BOPP non trattato sta intorno a 29 dyn/cm, e nessun inchiostro da etichetta lo bagna. Noi consegniamo a 36–38 dyn/cm sul lato stampa, che è la soglia oltre la quale gli inchiostri a base acqua e UV bagnano invece di ritirarsi in gocce. Il trattamento corona però decade con il tempo e con il caldo: è il motivo per cui chiediamo sempre un test dyne al ricevimento e non ci fidiamo della data di produzione. Se volete il metodo completo, è descritto in questa nota sull'energia superficiale del BOPP. 3. Il liner decide la velocità, non il costo Nelle trattative il liner è quasi sempre la voce che si prova a comprimere per ultima, ed è un errore. Su una linea di etichettatura il liner è il binario: se è troppo flessibile l'etichetta si "arriccia" prima della piastra di distacco, se è troppo igroscopico si dilata nei mesi e il passo del fotocellula cambia. LinerGrammatura / spessoreComportamentoAdatto a Glassine (carta supercalandrata)62–80 g/m²Rigido, distacco netto, economico; sensibile all'umidità se stoccato maleLinee di etichettatura standard, applicazione manuale e semiautomatica PET siliconato23–50 µmDimensione stabile anche con umidità alta, altissima resistenza alla trazioneApplicatori ad alta velocità, etichette piccole con passo stretto, ambienti umidi Kraft poliacoppiato80–120 g/m²Molto rigido, ottimo per formati grandi; tende a "memorizzare" la curvatura del rotoloEtichette grandi, applicazione manuale, piccoli lotti La regola pratica che diamo ai converter: sotto i 30 metri al minuto il glassine va benissimo e costa meno; sopra i 60 metri al minuto, o quando l'etichetta è più piccola di 40 × 40 mm, il PET siliconato ripaga il maggiore costo con meno fermi macchina. Il dettaglio tecnico del distacco è in questa scheda sul liner glassine, dove trovate anche la differenza tra glassine e carta patinata siliconata — non sono la stessa cosa e non si comportano allo stesso modo sotto la lama. 4. L'adesivo: si sceglie sul ciclo di vita della bottiglia Un'etichetta per vino passa, nella sua vita, attraverso almeno quattro ambienti: la cantina (12–16 °C, 70–85% UR), il camion (fino a 35 °C), lo scaffale (mesi, luce artificiale), e spesso il secchiello del ghiaccio. L'adesivo va scelto sull'ambiente peggiore, non su quello medio. AdesivoTenuta su vetroResistenza all'acquaQuando usarlo Acrilico permanente standardAlta, con buona bagnabilità già a 5 °CBuona per condensa e breve immersioneVino fermo, distribuzione normale, bottiglia asciutta al momento dell'applicazione Acrilico permanente ad alte prestazioniAlta, maggiore coesione a caldoBuona anche con immersione prolungata e ghiaccioBollicine servite in ghiaccio, etichette grandi, esposizione estiva in vetrina Hot melt (gomma)Altissima iniziale, ottima su vetro freddoPiù debole: tende a opacizzare con acqua prolungataLinee molto veloci con bottiglia fredda e consumo rapido, non per ghiaccio Wash-off (rimovibile in lavaggio)Alta in usoStabile in uso, si stacca in lavaggio alcalino caldoBottiglie a rendere, circuiti di riuso, dove serve rilavorare la bottiglia Qui va fatta una precisazione che riguarda la sostenibilità, perché se ne leggono di imprecise: un adesivo "wash-off" non rende l'etichetta riciclabile di per sé. La riconoscibilità (per esempio quella dei programmi APR) si riferisce a una combinazione specifica di adesivo, substrato e condizioni di lavaggio, e viene rilasciata all'adesivo, non all'etichetta finita. Noi non abbiamo una riconoscibilità nostra e non la rivendichiamo: quello che facciamo è chiedere ai fornitori di adesivo lo stato di riconoscimento costruzione per costruzione e girarvelo con il numero di certificato. Se un fornitore vi parla di "etichetta APR" senza dire su quale substrato e con quale protocollo, chiedete il numero. Preparazione e stoccaggio dell'adesivo prima della spalmatura. È qui che si decide la coerenza di una fornitura: la stessa formulazione, dosata allo stesso modo, batch dopo batch. 5. Cosa scrivere sull'ordine La maggior parte dei contenziosi che vediamo nascere non riguarda la qualità del materiale ma un parametro che nessuno ha messo per iscritto. Prima di confermare un ordine di film per etichette vino, l'ordine dovrebbe contenere almeno questi campi. ParametroCome scriverloPerché conta FaccialeBOPP bianco lucido 60 µm, lato stampa trattato, energia ≥ 38 dyn/cm alla consegnaSenza la clausola sull'energia, il trattamento può essere decaduto al ricevimento AdesivoAcrilico permanente, grammatura nominale e tolleranza in g/m²Una tolleranza scritta trasforma una discussione in una misura LinerGlassine 70 g/m² oppure PET 30 µm, silicatura lato faccialeCambia rigidità e stabilità dimensionale: non è intercambiabile FormatoLarghezza bobina finita, diametro massimo, diametro anima (76 mm o 152 mm)Il diametro anima sbagliato blocca l'applicatore il primo giorno GiunzioniNumero massimo di giunzioni per bobina e tipo di giunzioneOgni giunzione è un punto in cui l'etichetta può uscire fuori registro o la banda può strappare LottoDocumento di controllo del lotto con i cinque testÈ l'unico modo per chiudere un reclamo con un dato invece che con un'opinione Sul formato c'è un punto che vale la pena spiegare ai clienti che comprano per la prima volta in Asia: la nostra linea spalma a 1.080 mm, quindi la bobina madre viene tagliata alla larghezza che serve. Una linea stretta significa più tagli e più giunzioni; una linea larga significa più metri continui per bobina e meno fermi. Se ci dite la larghezza del vostro applicatore, vi diciamo quante giunzioni aspettarvi per bobina prima di emettere l'ordine. Il calcolo dei metri per rotolo, che dipende da diametro, anima e spessore, si può fare anche con il calcolatore di rotolo che abbiamo pubblicato. 6. Mezz'ora di controlli al ricevimento Non serve un laboratorio per verificare una fornitura di film per etichette. Servono tre strumenti e un protocollo scritto. Test dyne (10 minuti). Pennarello o inchiostro di test a 38 dyn/cm sul lato stampa, tre posizioni lungo la larghezza e tre lungo la bobina. Il tratto deve restare continuo per due secondi senza ritirarsi in gocce. Se si ritira, il trattamento è sotto soglia e la stampa fallirà il test del nastro adesivo una settimana dopo, non subito. Prova di adesione su vetro (10 minuti). Tre provette su una bottiglia della forma reale, non su una lastra. Applicare a mano con pressione uniforme, lasciare 24 ore a temperatura ambiente, poi tirare il bordo a 180°. Quello che si guarda non è la forza, è dove si separa: se si separa tra adesivo e vetro il problema è la bagnabilità; se si separa tra adesivo e facciale il problema è l'ancoraggio. Prova bagnata (10 minuti, ma il risultato si legge il giorno dopo). Una bottiglia etichettata immersa in acqua e ghiaccio per due ore, poi 24 ore in frigo. Il bordo deve restare aderente. È il test che prevede meglio il comportamento in distribuzione, e quasi nessuno lo fa prima di un reclamo. Il banco di controllo: provini, bottiglie di riferimento e materie prime. I cinque test di lotto — tack iniziale, tenuta a taglio, peel a 180°, invecchiamento climatico, aspetto della spalmatura — nascono da qui. Se state valutando BOPP contro PET per lo stesso prodotto, il confronto non è solo di prezzo: il PET è più rigido a parità di spessore e resiste meglio a calore e solventi, il BOPP costa meno al metro quadro e si conforma meglio sui raggi stretti. Ne parliamo in dettaglio in BOPP contro PET per etichette, mentre per la scelta tra finitura lucida e opaca la sintesi operativa è in opaco contro lucido. Domande frequenti Che spessore di BOPP serve per un'etichetta su bottiglia di vino? Per il vino fermo la fascia più usata è 50–80 µm: sotto i 50 µm il film tende a seguire troppo le irregolarità del vetro e l'etichetta grande può mostrare ondulazioni; sopra gli 80 µm diventa rigido e fatica sui raggi stretti del collo. Per il "no-label look" su vetro chiaro si scende a 40–60 µm, perché conta la trasparenza più della rigidità. Il film BOPP si stacca nella vaschetta del ghiaccio? Il film non assorbe acqua, quindi il distacco non nasce dal materiale ma dall'adesivo e dal bordo. Con un acrilico permanente ad alte prestazioni e un'applicazione con pressione adeguata, l'etichetta resiste a due ore di immersione e alla notte in frigo. Con un hot melt a base gomma la tenuta iniziale è superiore ma la resistenza all'acqua prolungata è inferiore: è il caso in cui il materiale "giusto" dipende da come viene servita la bottiglia. Posso usare lo stesso film per etichette e controetichette? Sì, ed è la scelta più frequente, ma vanno allineati gli spessori: se la controetichetta è più sottile della principale, sul retro della bottiglia si vedono due rigidità diverse e in controluce l'effetto è irregolare. Conviene fissare un solo spessore per l'intera referenza e differenziare semmai la finitura, lucida davanti e opaca dietro. Quanto incide l'umidità del magazzino sul liner in glassine? Incide sulla planarità, non sulla tenuta dell'adesivo. Il glassine è igroscopico: in un magazzino sopra il 70% di umidità relativa assorbe acqua, si dilata e le bobine possono "ovalizzare". Il rimedio non è cambiare fornitore ma stoccare in ambiente asciutto, ruotare le bobine e non aprire il film protettivo fino all'uso. Chi lavora in capannoni non climatizzati dovrebbe valutare il liner in PET, che è dimensionalmente stabile. Con che anticipo va pianificato un ordine? La nostra consegna standard è 15–25 giorni dalla conferma, con MOQ di 1.000 m². Il tempo che fa la differenza non è la produzione ma l'approvazione: se il campione va stampato, applicato e valutato dopo 24 ore di riposo, il ciclo completo richiede due settimane prima di poter confermare. Chi ha una vendemmia o una campagna promozionale con una data fissa dovrebbe chiudere la specifica almeno sei settimane prima. La capacità dietro la specifica bltok.com produce materiale autoadesivo per etichette su una linea di spalmatura da 1.080 mm che gira a 180 m/min, con 115 costruzioni a catalogo e controlli di lotto su cinque prove: tack iniziale, tenuta a taglio, peel a 180°, invecchiamento climatico e aspetto della spalmatura. Il MOQ è 1.000 m² e la consegna 15–25 giorni. Non vendiamo certificazioni che non abbiamo e non pubblichiamo numeri di prestazione che non possiamo difendere con un rapporto di prova: se vi serve un dato che non abbiamo, lo diciamo e, quando è possibile, lo misuriamo con voi sul vostro substrato. Se state definendo una specifica per una linea di etichette vino, la domanda utile non è "quale film è migliore" ma "quale combinazione di facciale, liner e adesivo sopravvive al vostro ciclo di vita della bottiglia". Scriveteci la forma della bottiglia, la temperatura di applicazione e come viene servita, e vi rispondiamo con la costruzione e il numero di giunzioni attese per bobina. ### FAQ Q: Che spessore di BOPP serve per un'etichetta su bottiglia di vino? A: Per il vino fermo la fascia più usata è 50–80 µm: sotto i 50 µm il film tende a seguire troppo le irregolarità del vetro e l'etichetta grande può mostrare ondulazioni; sopra gli 80 µm diventa rigido e fatica sui raggi stretti del collo. Per il "no-label look" su vetro chiaro si scende a 40–60 µm, perché conta la trasparenza più della rigidità. Q: Il film BOPP si stacca nella vaschetta del ghiaccio? A: Il film non assorbe acqua, quindi il distacco non nasce dal materiale ma dall'adesivo e dal bordo. Con un acrilico permanente ad alte prestazioni e un'applicazione con pressione adeguata, l'etichetta resiste a due ore di immersione e alla notte in frigo. Con un hot melt a base gomma la tenuta iniziale è superiore ma la resistenza all'acqua prolungata è inferiore: è il caso in cui il materiale "giusto" dipende da come viene servita la bottiglia. Q: Posso usare lo stesso film per etichette e controetichette? A: Sì, ed è la scelta più frequente, ma vanno allineati gli spessori: se la controetichetta è più sottile della principale, sul retro della bottiglia si vedono due rigidità diverse e in controluce l'effetto è irregolare. Conviene fissare un solo spessore per l'intera referenza e differenziare semmai la finitura, lucida davanti e opaca dietro. Q: Quanto incide l'umidità del magazzino sul liner in glassine? A: Incide sulla planarità, non sulla tenuta dell'adesivo. Il glassine è igroscopico: in un magazzino sopra il 70% di umidità relativa assorbe acqua, si dilata e le bobine possono "ovalizzare". Il rimedio non è cambiare fornitore ma stoccare in ambiente asciutto, ruotare le bobine e non aprire il film protettivo fino all'uso. Chi lavora in capannoni non climatizzati dovrebbe valutare il liner in PET, che è dimensionalmente stabile. Q: Con che anticipo va pianificato un ordine? A: La nostra consegna standard è 15–25 giorni dalla conferma, con MOQ di 1.000 m². Il tempo che fa la differenza non è la produzione ma l'approvazione: se il campione va stampato, applicato e valutato dopo 24 ore di riposo, il ciclo completo richiede due settimane prima di poter confermare. Chi ha una vendemmia o una campagna promozionale con una data fissa dovrebbe chiudere la specifica almeno sei settimane prima.